PERCORSI CICLOTURISTICI

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Ferrara e il suo territorio sono mete ideali per un turismo slow in cui la bicicletta diventa mezzo di trasporto d’eccellenza per vivere le bellezze architettoniche dei centri urbani e le meraviglie naturalistiche del Parco del Delta del Po.
Negli ultimi anni Ferrara ha lavorato intensamente per creare una fitta rete di piste ciclabili che copre la città e la unisce ai centri turistici sparsi sul territorio. Un’esperienza da vivere giorno per giorno: passeggiare lungo le mura di Ferrara, oppure costeggiare canali  ricchi di una presenza faunistica unica in Italia fino ad arrivare al grande fiume, Eridano, o Po, come viene chiamato oggi, e proseguire fino alla sua foce. Oppure percorrere da Argenta a Comacchio attraverso le valli del Mezzano, così perfettamente squadrate dalla bonifica e  dall’agricoltura, attraverso le oasi naturalistiche di Campotto, di Bando, di Portomaggiore, di Ostellato fino ad arrivare alle valli salmastre di Comacchio.
Alcuni esempi:

  • le mura di Ferrara
  • da Stellata a Gorino
  • da Ferrara a Bondeno
  • da Traghetto a Ferrara

Tanti sono i percorsi e visitando il sitowww.ferrarabike.com  troverete anche  tutti i road books e i dati gps
per ulteriori info: http://www.cycle-r.it

 

SUGGESTIONI  GASTRONOMICHE

Una cucina saporita è quella del Delta del Po dove spiccano ortaggi celebri e apprezzati come l’asparago, la carota, il radicchio, la zucca, ma anche il tartufo. Continuando con gli insaccati tipici, la salama da sugo, la salama dl’ai (o da tai), il somarino, l’anguilla, le rane, il castrato e tutto il pesce di mare cucinato in mille modi.
E le sagre ne esaltano i profumi, gli aromi, le combinazioni di sapori unendoli all’amore per la musica e alla voglia di fare festa.
Da marzo ad novembre ogni mese porta allegria nel territorio ferrarese: l’asparago a Mesola, l’aglio, prodotto D.O.P. , a Voghiera, il riso del Deltache cresce nei terreni torbosi e fertili della recente bonifica.
La zucca è prodotto d’eccellenza in provincia di Ferrara, i tortellacci che ne sono ripieni fanno parte della tradizione più antica e  sono presenti  a quasi tutte le sagre e nella maggioranza dei ristoranti.
La costa ferrarese e comacchiese in particolare si esprime al meglio nei piatti di pesce,con vongole, canocchie, granchi, ma soprattutto con la regina di quelle valli: l’anguilla, cucinata in mille modi, dal delicatissimo risotto fino alla griglia o alla marinatura in cui si sprigiona tutto il suo sapore unico e intenso.
(tratto liberamente da opuscolo cartaceo della Provincia di Ferrara)
www.ferrarainfo.com

 

ESCURSIONI NEL DELTA DEL PO

Non perdetevi il fascino delle sagome dei fari e delle torri che si materializzano all’orizzonte, e quello dell’abbraccio tra il mare che entra nelle lagune ed il fiume che si getta nell’infinito azzurro. Tra primavera e autunno inoltrato, dai porti di Goro e Gorino partono escursioni di vario tipo:di poche ore , diurne e serali, con pranzo o cena a bordo, pesca tradizionale inclusa, con tratti anche in bicicletta se ne avrete voglia.
Oppure navigare sul grande fiume Po, con guide e animazioniper i bambini,  partenze dalla Darsena di Ferrara.
Avrete la possibilità di praticare una forma semplice e comoda di birdwatching, ammirando uccelli che solo sul delta del Po vanno a nidificare per poi tornare a svernare in paesi lontani.
Per info:
http://www.parcodeltapo.it

FERRARA EBRAICA

La comunità ebraica di Ferrara ha origini antichissime e la città conserva numerose testimonianze della sua storia: dal periodo di massima fioritura sotto la protezione gli Estensi a quello della segregazione nel quartiere del ‘ghetto’ durante il dominio pontificio e l’epoca fascista.
La presenza ebraica a Ferrara precede di secoli l’istituzione del ghetto. Quando esso fu imposto nel 1627 circa 1.500 ebrei vivevano a Ferrara. La chiusura del ghetto durò oltre un secolo. Le porte che l’occupazione francese aprì nel 1796 si richiusero nel 1826 anche se con regole meno rigide, fino all’unità italiana nel 1861.Anche dopo la sua chiusura, il ghetto rimase il centro della vita della comunità ebraica di Ferrara che Giorgio Bassani ha immortalato nei suoi romanzi, Il giardino dei Finzi Contini e Cinque storie ferraresi


Su via Mazzini 95 si trovano, in un edificio in uso alla comunità ebraica di Ferrara sin dal  1485, le tre sinagoghe ferraresi, le uniche sopravvissute tra quelle esistenti nel ghetto, con l’annesso Museo ebraico.
Da via Mazzini si passa in via Vignatagliata, con i suoi antichi edifici trecenteschi. Al n.33, due lapidi ricordano il medico e filosofo Isacco Lampronti; al n.44 vi era un tempo il forno delle azzime, e al n.79 la scuola che dopo le leggi razziali del 1938 ospitò i ragazzi ebreiespulsi dalle scuole statali e dove insegnò anche Giorgio Bassani.
(wikipedia)

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