CASTELLO DI FERRARA

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In piazza Savonarola alziamo gli occhi sul Castello Estense, con il colore rosso dei mattoni antichi e il caratteristico fossato che affascina grandi e bambini e testimonia l’antico legame di Ferrara con l’acqua. L’interno del castello, con le prigioni di Ugo e Parisina e di Giulio e Ferrante, il giardino pensile, le grandi sale affrescate nel Cinquecento con le rappresentazioni degli antichi giochi, fanno conoscere storie e vicende della famiglia estense (opuscolo di Ferrara). Parte della visita ci mostra le cucine del castello dove venivano preparate magnifiche pietanze per i signori della città.

<<I banchetti della Corte si componevano di innumerevoli portate inframmezzate da rappresentazioni sceniche ed intrattenimenti musicali: questo connubio tra  coreografia e gastronomia permetteva al duca di ostentare la propria ricchezza e potere. Da ciò si può comprendere il motivo per cui i grandi “scalchi”, abilissimi cuochi e cerimonieri, erano tenuti in particolare considerazione nelle corti di tutta Europa. Uno in particolare è rimasto famoso: Cristoforo da Messisbugo al servizio di ben due duchi estensi, Alfonso I ed Ercole II regista di tanti fastosi ricevimenti Messisbugo concepiva il banchetto come “una festa magnifica, tutta ombra, sogno, chimera, fittione, mettafora et allegoria”. >>(wikipedia)

Quando i vari personaggi illustri (papi, rappresentanti e ambasciatori di sovrani e granduchi ) arrivavano a Ferrara, rimanevano incantati dallo sfarzo delle cerimonie in strada, dalla ricchezza degli abiti della corte e degli affreschi nei palazzi, ma soprattutto dalla magnificenza delle tavole estensi.

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